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WikiSAP, intelligenza collettiva per innovare

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wikisapCi sono aziende che fanno sforzi per interpretare la contemporaneità, per provare a riempire di esperienze concrete quei contenitori digitali da cui ci si aspetta tanto “futuro” ma ai quali si dedica ancora troppo poco “presente”.
Che siano piattaforme di condivisione e collaborazione o tentativi di conversazione e interazione con il mercato, queste esperienze meritano secondo me di essere analizzate.

E’ così che ho incontrato

WikiSAP (www.wikisap.it), il progetto di SAP Italia nato poco più di un anno fa, pensato per essere un business social network a disposizione di manager e imprenditori che vogliano condividere informazioni ed esperienze, creando una piattaforma comune di intelligenza collettiva con l’obiettivo di favorire un percorso di apertura e collaborazione verso l’innovazione.

Una dichiarazione di intenti così importante ha solleticato la mia curiosità e, grazie a Cristina Di Grado (che ha creato una nuova linea nel mio network), ho avuto il piacere di incontrare la gentilissima Anita Greco, Marketing Communications Manager di SAP, e fare quattro chiacchiere sul progetto.

Anita ha definito WikiSAP

un’iniziativa nata dal bisogno di confrontarsi su temi ampi quali managerialità, imprenditorialità, che vanno oltre il core business di SAP. L’idea è mettere a fattor comune tutte le esperienze in quel senso con una piattaforma che consenta di condividere opinioni, idee e best practice d’impresa. L’obiettivo è ben delineato: lavorare insieme per l’innovazione.

Questo progetto è espressione della cultura dell’apertura verso l’esterno, coinvolgendo in una logica peer-to-peer non solo i clienti ma anche partner e fornitori (non dimentichiamo che le aziende non hanno solo clienti da soddisfare ma anche fornitori da coinvolgere in questo desiderio di innovazione e crescita).

I numeri sono promettenti: 3.000 utenti iscritti, 50.000 visite nel semestre delle quali più del 60% sono visite di nuovi utenti.
Quello che è ancora contenuto è il dato sull’interazione: solo poche decine di utenti sono molto attivi nel segnalare o commentare.
E’ sull’incremento di questo dato che si orienteranno gli sforzi nei prossimi mesi.

Chiedo come ci si sta muovendo per “diffondere” WikiSAP. Glielo chiedo perché personalmente sono convinto che ogni presenza online debba andare oltre un presidio specifico e vivere in maniera liquida in tutti i luoghi in cui ci possano essere utenti interessati ai suoi contenuti.

E’ in questo modo che si possono creare diverse forme di interazione: il commento strutturato al post è un alto livello di engagement, un post più “leggero” su friendfeed è più conversazione…ma tutti vanno alimentati e difesi perché creano network (ancor prima della tanto auspicata community, che nasce probabilmente da un livello così “ricco” di relazione che comprende un po’ tutti gli aspetti della personalità, compreso quello informale, che viaggia più facilmente su friendfeed e si compendia magari in un incontro “reale” sul territorio.

In effetti Anita è ben consapevole del fatto che non sia possibile centralizzare tutto in WIKISAP, che questo progetto ha ancora bisogno di seeding digitale e però anche reale. E mi parla di iniziative stimolanti come quella fatta in ottica “mezzogiorno” in collaborazione con Domenico De Masi.

Non è mia intenzione entrare nel merito delle aree tematiche o dei canali di approfondimento secondo i quali WIKISAP è strutturato; credo che a fare fotografie oggi si corra il rischio che vengano mosse.

Mi pare invece che quello che conta per SAP sia coinvolgere davvero gli utenti entrati nel network (in gran parte con ruoli direzionali nelle aziende di appartenenza) in un processo spontaneo di creazione dei contenuti il più possibile condivisi e orientati all’innovazione.

Lo giudico un bel modo per proporre valore al mercato.
E dalle parole di Anita mi pare che SAP abbia ancora tanta voglia ed energia racchiusa nelle sue persone per portare avanti questo ambizioso progetto.

Written by gffornaciari

12 novembre 2009 at 6:24 pm

Pubblicato su Progetti

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L’anello mancante tra le “aziende” e le “persone”

with 6 comments

ep2023Ho appena letto l’editoriale di Luna sul numero di novembre di Wired Italia. Visionario, idealista, come piace a me, come sento di essere io.

Ammiro chi, quando parla di Internet, parte dall’alto, prende in considerazione gli aspetti culturali e sociali del cambiamento che stiamo vivendo, si concentra sul fatto che

il vero cambiamento reso possibile dall’evoluzione della tecnologia digitale non è tanto o solo nel marketing o nella comunicazione, ma nelle persone.

Le persone che danno vita alle imprese e che la logica organizzativa dell’epoca industriale ha provato a sublimare all’interno di organigrammi e funzioni aziendali: tutto ciò che ne massimizzava la spersonalizzazione e la sostituibilità.

Recentemente mi sono imbattutto in una discussione su Friendfeed sulle banche e i social media e quello che ho inteso (o frainteso) è che si continua a parlare di aziende in termini impersonali, di manager come se fossero soltanto entità misteriose fatte di obiettivi, risultati numerici e qualche granello di qualità.

E però allo stesso tempo si parla del potere alle persone, che stanno evolvendo e che sono il valore su cui rifondare il rapporto impresa/mercato o impresa/staff (questo a dir la verità lo sostengo fortemente anch’io).

Ma allora mi chiedo, se il cambiamento è nelle persone, nel loro modo di relazionarsi e confrontarsi, di accrescere le loro conoscenze, di lavorare,

come possiamo continuare a pensare che esistano e siano distinti le persone e i manager, l’essere umano che lavora e l’essere umano che vive, la persona che impara e la persona che mette a frutto la sua conoscenza?

E’ proprio così difficile e idealista pensare che le aziende di ogni natura e dimensione, essendo fatte in definitiva di essere umani, non saranno coinvolte, più o meno inevitabilmente, nel cambiamento che riguarda chi da loro vita?

Dove sta l’anello mancante tra l’azienda e le persone?

Written by gffornaciari

21 ottobre 2009 at 6:29 pm