21st Century Manager

Perchè i vostri collaboratori perdono tempo sui social networks?

Dieci punti per “salvarsi” all’interno del network azienda

with 2 comments

Ecco lo speech che ho fatto venerdì 6 durante lo User Camp di Bologna sul tema “Salva l’utente che è in te”.
Ho cercato di analizzare il tema da un’angolazione particolare, quello dell’utente che allo stesso tempo da vita e professa “appartenenza” al network azienda.

Ovvero il punto di vista di colui che sposando le logiche della condivisione e della collaborazione si trova ad affrontare un sistema (l’azienda appunto) che non ne è ancora esattamente espressione.

Io non credo sia un passaggio facile, ma se è vero, come sostengo, che il cambiamento che stiamo vivendo va ben oltre il marketing e si riflette profondamente nelle persone e nel modo in cui si relazionano, può essere interessante provare a riflettere su come quello che è in definitiva un modo differente di concepire sè stessi può trasformare come si vive (o sopravvive) in un sistema complesso come l’azienda.

Infatti parto dalla coscienza di sè stessi (punto 1.), perchè non è affatto banale tradurre in esperienza lavorativa quello che è un atteggiamento socio-culturale.

In realtà il tema pregnante della “reputazione”, che troppo spesso viene isolato nel mondo del marketing e riservato alle aziende e ai loro servizi e prodotti, riguarda tutte le persone, non solo CEO o manager, ma anche collaboratori di ogni tipologia. Coloro che si guadagnano ogni giorno “punti” di reputazione tributati dal network di conoscenze (e non solo da sistemi di valutazione aziendale…sigh) e che soprattutto grazie a ciò possono essere “acclamati” leader (punto 10).

Un altro punto secondo me interessante è il tema della relazione con il network lavorativo. I benefici che si possono ottenere sono assolutamente analoghi (ma di segno evidentemente opposto) agli effetti devastanti che qualche comportamento negativo può avere sulla rete di relazioni in essere.
Questo è un tema delicato,

nel lavoro ci si aspetta molto dagli altri, ma forse le logiche della collaborazione contemporanee dovrebbero farci considerare con più attenzione che quanto più siamo connessi, tanto più i nostri peer si aspettano tanto da noi e il nostro rifiuto, la nostra presa di posizione si diffonde a macchia d’olio e non rimane chiusa in una stanza. E’ una questione di responsabilità. La condivisione funziona se anche la responsabilità viene condivisa.

Altro tema chiave è quello di come cambia il modello organizzativo, sviluppato ai punti 5, 6, 7 e 8.

La centralità della persona trasforma le logiche organigrammatiche e le rigidità legate alle funzioni.


Deve prevalere la trasversalità, naturale conseguenza del modo in cui si acquisiscono e si mettono a frutto le competenze.
Tutto ciò che “limita, definisce e circoscrive” è in distonia con quanto sta succedendo. La complessità sta nel prendere coscienza e gestire questa inevitabile evoluzione.
Perché parlare di relazioni orizzontali non deve far credere che non esistano centri decisionali o guide. Mi piace pensare a un modello che si orienti più per visioni e progetti che per titoli e mansioni.

Il network azienda è connesso a moltissimi altri network. Alcuni riguardano situazioni in cui l’utente può avvantaggiarsi nel migliorare le sue competenze, altri, più complessi ma ugualmente da gestire, riguardano il fatto che l’azienda fatta di persone deve fare i conti con le relazioni che queste persone hanno in essere e alimentano verso il suo “esterno”, dove essa non ha e non può avere controllo su quanto avviene. E all’esterno, tra gli altri, ci sono anche i concorrenti…giusto per fare un esempio.

Questo da solo dovrebbe bastare a sgombrare il campo da qualunque concetto di chiusura o opacità d’informazione. Semplicemente non è più possibile.

I contenuti di questa presentazione sono già in evoluzione e diventeranno un lavoro più approfondito, probabilmente un e-book. Ma mi piace l’idea di partire da qui e provare a condividere l’idea ancora poco più che embrionale nella speranza che ci sia qualche preziosissimo contributo da parte di chiunque ne abbia voglia.

Written by gffornaciari

18 novembre 2009 a 9:31 pm

2 Risposte

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  1. Ciao Gianfranco,
    ti lascio, più che un prezioso contributo, un commento pre-natalizio, animato da buone, anzi … dolomitiche .. intenzioni🙂

    Sto cercando di tradurre in pratica le cose che non sono riuscito a dire in occasione dello User Camp di Bologna.

    Ho pensato di mettere le cose che vorrei dire in formato .. documento di lavoro.

    Potrebbe essere una prima interfaccia (funzionale e, quindi, operativa) tra il dire e il fare.

    Nella versione attuale del documento di lavoro mi sembra ci siano le premesse per collegarsi a un tuo post precedente, che parlava di un anello mancante.

    Spero di riuscire a esplicitare il collegamento nei prossimi giorni; ma spero soprattutto che qualcuno cominci a collaborare; se no vuol dire che sono completamente fuori strada (o fuori tempo).

    Buon Natale,

    Luigi

    luigibertuzzi

    21 dicembre 2009 at 9:24 am

    • Grande Luigi! Mi leggerò tutto con calma durante la pausa natalizia.
      Vedrai che ce la faremo…
      Intanto ti invio tantissimi auguri!
      A presto

      gffornaciari

      22 dicembre 2009 at 5:54 pm


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